Samonios

Elio diceva che Dius Fidius era figlio di Diovis (Giove), come i Greci chiamano Dióskoron (Dioscuro,figlio di Zeus) Castore,e diceva che era lo stesso Eroe chiamato in sabino Sancus e in greco Hercules. Questa medesima divinità si chiama Dispater (Plutone) come dio del mondo sotterraneo, che è legato alla terra, dove come nascono così si dileguano tutte le cose. E poiché rappresenta la fine del loro ‘ortus’ (nascita) è chiamato Orcus.

(a proposito della Luna) l’Epicarmo di Ennio la chiama anche Proserpina, perché suole essere sottoterra. E’ detta Proserpina dal fatto che essa si muove come serpeggiando ora a destra ora a sinistra per larga estensione. Con ‘serpere’ (serpeggiare) e ‘proserpere’ (avanzare serpeggiando) gli antichi dicevano la stessa cosa (…)

Dal loro motus (del Sole, della Luna e degli Astri) deriva Mundus (mondo), che è connesso col sistema celeste in un unico tutto.

L’inizio del giorno si dice ‘mane’ (mattino) perché allora ‘manat’ (si diffonde) la luce del giorno dall’oriente, a meno che non sia piuttosto detto così per il fatto che gli antichi chiamavano ‘manum’ ciò che è buono.
(Varrone, De Lingua Latina)

Novembre è il mese più povero di festività in assoluto. E’ il mese in cui si chiude l’anno agricolo e di fatto rappresenta un mese di ‘capodanno’ come Marzo e Gennaio; a Novembre i contadini romani pagavano l’affitto al proprietario per poi passare i mesi successivi senza svolgere lavori di sorta; in tempi a noi vicini, l’11 Novembre era la data tradizionale in cui i mezzadri lasciavano la cascina del padrone ed iniziava la stasi nei lavori agricoli, che veniva evidenziata da feste di carattere agricolo; nella Cisalpina e nella Gallia transalpina le feste legate all’undicesimo giorno di novembre, tuttora festeggiate sotto una maschera cristiana, sono l’eco di festività galliche legate al vino e agli antenati e forse anche dei Ludi Plebei che si celebravano a Roma in questo stesso periodo. Il mese ha però un evidente carattere oscuro, collegato ai defunti e alle divinità esterne alla città, con ben poche cesure rispetto agli ultimi giorni di Ottobre dei quali prosegue lo spirito. L’ottavo giorno è la terza giornata dell’anno in cui veniva aperta la fossa di fondazione, il Mundus, per mettere in comunicazione i tre mondi: quello celeste degli Dei superi, quello tellurico ed orizzontale degli Dei agresti, silvestri e dei Lari, antenati ignificati e gloriosi, ed infine il mondo sotterraneo degli Dei inferi, tra cui venivano annoverati i Mani, vale a dire i propri cari defunti.

Strettamente collegata al mese di Novembre, anche se celebrata spesso ancora verso la fine di Ottobre in fase di luna calante, per accordarsi al ciclo della Luna, è la festa gallo-romana di Trinuxtion Samoni, ‘le tre notti di Samonios’, prima festa in assoluto del calendario gallico che cominciava con il primo quarto lunare di Ottobre. Allo stesso modo delle aperture del Mundus che i romani celebravano i primi di ottobre e poi di novembre, la festa di Samonios metteva in comunicazione i tre mondi; al cospetto degli Dei e degli Avi si radunavano tutti i clan delle popolazioni galliche: ogni conflitto era messo da parte e ogni focolare che non fosse quello rituale era tassativamente spento. Sappiamo che i Galli si ritenevano ‘figli di Dite’ in quanto professando la metempsicosi in maniera più esplicita ed essotericamente condivisa rispetto ai Romani, ritenevano che tutti fossero passati numerose volte attraverso il regno dei morti per poi rinascere nuovamente, fino al giorno in cui si fosse spezzato il ciclo e raggiunta la Terra dei Giovani nel lontano Occidente. Ade-Dite, Dio dei morti e delle ricchezze recondite, è quindi connesso con alcuni aspetti dell’antichissimo Dio Kernunnos, signore della vita e della morte, e al mito tipicamente celtico del Calderone Sacro dal quale i guerrieri morti rinascono in una nuova vita secondo quando hanno compiuto in quella precedente. Samonios pare tragga il suo nome anche dalla radice etimologica della parola semina: la semina di molte varianti cerealicole avviene proprio in questo periodo. Alle Divinità della terra e del mondo sotterraneo vengono quindi affidati i semi che verranno custoditi sotto il grembo oscuro della terra per poi rinascere rigogliosi sul finire dell’Inverno, assieme al ritorno della Luce e del Sole.

Come abbiamo visto, i quattro mesi legati ai segni fissi dello Zodiaco hanno tutti il carattere di periodi contenenti qualche riferimento al culto funebre o alla pacificazione dei morti inquieti; a cavallo tra l’Età del Bronzo e quella del Ferro, vale a dire nel periodo in cui l’Astronomia greca e i primi calendari gallici furono codificati, alla festa di Trinuxtion Samoni corrispondeva la fase di luna calante più vicina alla levata eliaca di Antares, la stella cardine della costellazione dello Scorpione, poi slittata più avanti nel corso del tempo a causa della precessione degli Equinozi. Alla luce di questo è logico quindi supporre, facendo analogie con quanto rimasto nel folklore delle isole britanniche, in Francia ed in Italia settentrionale, che le feste di Samonios fossero per i popoli celti e per le compagini galliche romanizzate una ricorrenza legata al culto dei defunti e degli Antenati, allo stesso modo dei Parentalia romani a Febbraio. Ancora oggi, nell’Emilia ed in generale nell’Alta Italia di cultura e di parlata gallo-romanza, i giorni della prima settimana di Novembre sono detti l”Istè dij mòrt’, l’Estate dei morti. Ancora oggi, per la Festa dei Morti, si mangiano castagne in onore dei defunti in tutta la Cisalpina e in varie zone d’Italia è costume lasciare un posto vuoto a tavola per la rappresentanza degli Avi giunti a far visita ai vivi.

Non solo nel mondo celtico vi erano feste in onore degli Dei inferi nel mese di Novembre; in ambito ellenico, anche in Italia meridionale, venivano festeggiati Ade e Persefone; la Dea fanciulla diventa in questa stagione la regina del mondo dei morti, ella si fa pallida e fugace come il Sole novembrino, nel suo emergere e riemergere al di là delle nubi e delle nebbie.
La fase di Luna Piena è invece dedicata alla Dea Feronia, dea dei boschi, dei monti, dei luoghi selvaggi e dei villaggi isolati, oggetto di grande venerazione in tutto il territorio di Hesperia, da parte dei popoli delle più svariate origini. Feronia è legata strettamente al simbolismo del Lupo, alla funzione oracolare e iniziatica della selva. Altri animali a lei collegati, condivisi con Marte, sono il picchio e la capra selvatica di montagna. La Dea, in ogni caso, non è ostile all’umanità se essa si dimostra rispettosa del suo regno silvestre, ed è protettrice dei pastori e dei cacciatori rispettosi dello spirito selvaggio di Hesperia e delle leggi che governano il Ciclo della Vita. Al ricordo di questa Dea sono collegate alcune leggende appenniniche che narrano di una ninfa dagli occhi verde acqua e dai capelli color della Luna, capace di tramutarsi in lupo e di attrarre in trappole mortali quei cacciatori che mancassero di pietas nel loro rapporto con le prede. Nelle terre del Pagus Feronianum, nei pressi di un lago montano caro a questa Ninfa che noi riconosciamo come Genialità appartenente alla corte di Feronia, fu fondato il nostro Sodalizio. Non siamo soliti credere nel caso…

Tratto da: Fasti Hesperiani 2767 a.U.C., l’Almanacco-calendario degli Esploratori Hesperiani e della Societas Hesperiana, valido per l’Anno Religioso Romano-Italico in corso, ossia fino alla fine di Febbraio 2015 dell’Era Comune; l’Almanacco, mese per mese, descrive l’Anno Sacro secondo le testimonianze dei nostri Avi (quest’anno tratte dal De Lingua Latina di Varrone) e secondo l’interpretazione del nostro Sodalizio, il tutto accompagnato dalle stupende illustrazioni della nostra Sodale Eleonora ‘Feles’ Stella. Per chi desiderasse una delle pochissime copie rimaste, ci contatti scrivendo ad hesperiana@libero.it o tramite messaggio privato su Facebook

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Celebrazioni e ricorrenze nel mese luni-solare di Novembre: in VERDE le celebrazioni secondo il computo lunare (che includono anche il mese lunare di Dicembre, essendo ciclo lunare e solare sfasati di alcune settimane in questo periodo), in ROSSO celebrazioni secondo il ciclo solare, in NERO ricorrenze storiche o relative alle tradizioni delle nostre Terre.

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