diana (colorata) AGOSTO

Luna Piena (Idi) di Agosto, tra oggi e domani si festeggia la dea Diana, Luce che filtra attraverso le fronde, solare e lunare, patrona dei luoghi selvaggi; colei che conferisce la Sovranità, Iana, Ianua, affine a Ianus (Giano), patrona anch’essa delle nascite e degli inizi.

Triforme e Tergemina, come ancora viene rappresentata nei pressi del suo bosco sacro, a Nemi, Ella, in quanto Ianus e Iana, è anche l’Ecate iniziatica, liberatrice e purificatrice che Proclo cantava ad ogni novilunio.

Iana-Ianus

Nel calendario solare voluto da Giulio Cesare, si festeggia il 13 Agosto.
Quest’anno le due interpretazioni calendariali sono separate da pochissimi giorni di distanza l’una dall’altra.

” […]I fisiologi hanno buoni argomenti per asserire la sua divinità (di Giano); alcuni ritengono che Egli si identifichi con Apollo e Diana e comprenda in sè entrambi questi Dèi. […] Nigidio dichiarò espressamente che Apollo è Giano e Diana è Giana […]”
Macrobio, “Saturnalia”.

Diana Apollo

“Gloria a te, se a le notti silenti
offri, o Cinzia, i bei raggi all’amor,
gloria a te, se ai meriggi cocenti
tempri, o Diana, dei forti il valor.
Sui tuoi baldi e fedeli seguaci
veglia sempre con l’occhio divin;
tu li guida alle imprese più audaci,
li sorreggi nell’aspro cammin.
Dalle vette dell’Alpe nevose
fino ai lidi del siculo mar;
per i campi e le selve più ombrose,
dove amavi le fiere incontrar;
sovra i laghi, ove baciano l’onda
le corolle di candidi fior,
giunga a te, come un’eco gioconda,
questo fervido canto d’amor!”
(Inno a Diana, Puccini)

Dianae sumus in fide
puellae et pueri integri:
Dianam pueri integri
puellaeque canamus.
o Latonia, maximi
magna progenies Iovis,
quam mater prope Deliam
deposivit olivam,
montium domina ut fores
silvarumque virentium
saltuumque reconditorum
amniumque sonantum:
tu Lucina dolentibus
Iuno dicta puerperis,
tu potens Trivia et notho es
dicta lumine Luna.
tu cursu, dea, menstruo
metiens iter annuum,
rustica agricolae bonis
tecta frugibus exples.
sis quocumque tibi placet
sancta nomine, Romulique,
antique ut solita es, bona
sospites ope gentem.

Di Diana siamo nella protezione
ragazze e ragazzi puri:
a Diana ragazzi puri
e ragazze cantiamo.
O Latonia, grande
famiglia del massimo Giove,
che la madre depose
presso l’olivo di Delo,
perché fossi la regina dei monti
delle selve verdeggianti
e delle foreste nascoste
e dei ruscelli risonanti:
tu chiamata Giunone Lucina
per le dolenti puerpere
tu sei detta potenteTrivia
e per la luce non propria, Luna.
Tu con la rotta mensile, Dea,
misurando il percorso annuale,
sazi le umili case dell’agricoltore
di buoni raccolti.
Santa con qualunque nome
ti piaccia, benigna proteggi
come sei solita sempre
con cura il popolo di Romolo.

(Catullo)

speculum Ianae

(Illustrazioni di ‘Feles’-Eleonora Stella)

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