Si concludono oggi i tre giorni delle feste dei Compitalia (secondo il computo augusteo), dedicate ai Lari Viali e Compitali, Antenati divinizzati posti a difesa degli incroci di campi e di strade, spiriti di chi ha abitato, coltivato, difeso ed amato le nostre terre prima di questa nostra esistenza fisica. 
I Lari si dimostrano benevoli con chi rispetta e onora la terra, battaglieri e feroci persecutori, invece, di chi la disonora.

Ai Lari dei Crocicchi si offriva tutto l’anno, ed era spesso la gente umile di campagna, persino gli schiavi, a portare i suoi doni ai Lari e alle Lase, i buoni Antenati e le buone Antenate, secondo un rituale che andava oltre la tradizione romana e che si rispecchiava nelle pratiche delle altre popolazioni italiche e degli altri popoli d’Europa; anche i Germani avevano cippi di confine dedicate agli Elfi e alle Disir, e proprio nei giorni successivi alle feste di Yule, analoghe ai nostri Saturnalia. Durante le feste dei Compitalia, istituite da Servio Tullio, che si diceva figlio di un Lare egli stesso, e poi riformate da Augusto primo imperatore, si tributavano particolari doni ai Lari: si accendevano lumi agli incroci di strade e di campi, si portavano tazze di latte o di vino, si preparavano dolci di farro e miele e si ponevano sui cippi di confine teste d’aglio; queste erano dedicate a Mania, ninfa infera e madre dei Lari e dei Mani, i defunti, stessi, i due aspetti l’uno ctonio l’altro igneo dei Padri trapassati.

Quest’anno i giorni sacri ai Lari, il 3°-4°-5° dopo le Calende, cadevano negli stessi giorni sia secondo il computo solare sia secondo il computo lunare. In epoca più antica, però, si festeggiavano subito dopo i Saturnali ed ebbero carattere di festa piuttosto mobile. A livello simbolico, seguendo la riforma augustea di queste feste, è sacro ai Lari il periodo che va dalle Calende alle Nonae, che corrispondono simbolicamente al primo quarto di Luna. Fino al giorno 8 compreso ci troveremo quindi in una fase in cui è particolarmente gradito offrire a questi spiriti di fuoco, coloro che, sempre belli e sempre giovani ci osservano benevoli dall’eterno e beato occidente.

Il 3 e il 5 Gennaio il gruppo regionale emiliano degli Esploratori Hesperiani ha onorato i luoghi precedentemente già onorati del Castlàz dij Mònt, sede tra l’altro di un abitato romano, della contrada della Barnònzia, a Zenerigolo e Castagnolo, luoghi natali dei nostri Sodali; una celebrazione importante e sentita si è tenuta nuovamente al Mèz dàl Månnd, Mezzomondo di Sacerno, nei pressi del Cippo del Triumvirato, un monumento rinascimentale in ricordo di un precedente cippo sacro gallo-romano nei cui vicinanze si erano spartiti l’imperio Ottaviano Augusto, Marco Antonio e Lepido; la colonna era quasi sicuramente dedicata ad un dio gallico, individuabile quasi sicuramente in Cernunnos, dio che, nella zona, ha lasciato la testimonianza di una figura con corna d’ariete ritrovata nella cripta di una chiesa nelle vicinanze, nella toponomastica e nell’araldica. La colonna gallica presso cui giurarono i triumviri era forse simile a quella ritrovata nell’Ile de France, il cosiddetto Pilastro dei Naviganti; anche Sacerno all’epoca di Augusto era una sorta di isola fluviale, quando i torrenti Lavino, Ghironda e Samoggia confluivano in una vasta palude.

Anche gli altri nostri gruppi regionali ed amici hanno onorato assieme a noi i Lari Compitali, con una serie di celebrazioni sia individuali che comunitarie dalle Marche alla Lombardia ed in altre zone dell’Emilia stessa.

Che i Lari possano proteggere con mano sicura le nostre Terre e rendere la vita propizia a chi le ama e le difende! ENOS LASES IUVATE!

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(“Compitalia”, di Eleonora Stella; illustrazione tratta da “Fasti Hesperiani 2766”; 2013)

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