“Le tre notti di Samonios cominciano adesso!”, queste le parole che, in lingua gallica hanno risuonato ieri tra le nebbie emiliane in onore alla festività di Samonios.  Le feste di si sono concluse nel modo più propizio: i nostri progetti affidati alla Terra Madre, affinché Cerere li conservi e li cresca, giustamente onorati gli dei dell’Altro Mondo, coloro che custodiscono le recondite ricchezze del sottosuolo e dell’interiorità, onorato il Padre a cui ogni cosa terrena ritorna per rinascere ancora, onorati gli Avi, antichi e recenti, con commiato ad una amica che avremmo voluto conoscere ancora meglio in questa vita, onorata la Signora che guida nel buio e nella nebbia con la sua torcia di Luce, la Tessitrice, la Sanatrice, dai molti nomi, colei che custodisce le Chiavi dell’Esistenza.

I fuochi di Samonios hanno arso in questa notte di luna calante, in questo Ottobre lunare ormai agli sgoccioli, l’anno agricolo è concluso e ancora di più siamo calati nella stagione disordinata dell’Inverno, dove le forze più selvagge della nostra Terra cavalcano ululando nelle notti di nebbia e di bufera, ma la compagine hesperiana si fa trovare pronta e non rallenta la sua attività!
Un ringraziamento a chi, dal Piemonte, alla Lombardia al Trentino ha sacrificato tempo ed energie per essere presente.AMBRONES!

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